Medio Evo

Al cadere dell’Impero romano ecco i barbari discendere dalle Alpi e inondare per quasi tre secoli i campi del comasco. Sono gli Eruli, i Rugi, I Turcilingi, gli Unni, i Goti, i Visigoti, gli Ostrogoti, i Borgognoni, i Longobardi. Peste, fame, guerra decimarono la popolazione di Appiano.

Ad aggravare ulteriormente le già infelici condizioni della Lombardia, si aggiunsero, a partire dai secoli VII e VIII le numerose ed esose tassazioni. Dazi, pedaggi, gabelle, decime e confische gravavano sulle spalle degli abitanti e dei contadini in particolare.

Nell’XI secolo, poi, un ulteriore beffa: la milizia. Eccettuati i servi, tutti gli uomini dai 20 ai 55 anni dovevano rispondere alla chiamata alle armi e arruolarsi sotto le insegne del Prefetto. Chi non si fosse presentato sarebbe incorso in pene severissime.

Secondo quanto affermano le antiche storie di Milano, nell’anno 539, mentre i barbari scendevano minacciosi verso Milano, i signori della città fuggirono verso le campagne erigendovi castelli.

Dopo qualche secolo, quando fu possibile ritornare in città, quelle famiglie, per distinguersi le une dalle altre, portarono con sé il nome del paese dal quale provenivano. Da queste casate si dovevano poi scegliere gli arcivescovi di Milano.

Il Giulini cita molte di quelle famiglie tra cui quelle di Appiano, Arzago, Castiglioni, Castel Seprio. La famiglia Appiano aveva costruito un castello nel paese, proprio vicino all’antica chiesa plebana, forse nel IX secolo o anche in epoca più remota.