Il dominio dei Visconti

Nel 1311 Ludovico Visconti, cugino di Matteo Visconti, ebbe da Enrico VII la Signoria del Seprio. Nel 1395 Gian Galeazzo Visconti ottiene dall’Imperatore di Germania il titolo di Duca di Milano e Appiano fu compresa nel Ducato che abbraccia tutta l’antica Diocesi.

Sono pressappoco di quell’epoca circa tremila monete d’argento trovate in una cassetta di legno da un contadino nel 1898 in una campagna vicina alla Cascina Pedrosi. Appartenevano a Gian Galeazzo Visconti, a Paolo V e ai dogi di Venezia Enrico Dandolo, Sebastiano Ziani e Orio Malipiero.
Cinque di queste vennero “salvate” dall’avidità di un antiquario da Paolo Grilloni, illustre cittadino appianese, che le donò al Museo Civico di Como.

Risalgono a quei tempi anche quarantanove tra capitelli e basi di colonne di marmo bianco di Musso scolpiti con fine arte, simili a quelle che ornano le trifore del Broletto Comasco, che giacevano nel giardino di casa Pedroni e che ora si trovano anch’esse al Museo Civico di Como.

Dopo la morte di Filippo Maria Visconti avvenuta nel 1447, Milano visse un periodo di anarchia in cui a dettar legge erano bande di soldataglie guidate da rissosi capitani tra i quali spiccava anche un certo Giovanni da Appiano che si distinse per le scelleratezze e le violenze commesse.

Gli uomini non furono più chiamati alle armi per la difesa della patria: iniziò un periodo in cui dominavano le milizie mercenarie condotte da famosi capitani di ventura.