Il "Commisari di ran"

Nel 1867 scoppiò anche nella nostra provincia il colera.
Al 1° luglio furono chiusi tutti i collegi, ed io e mio fratello, pieni di gioia, ritornammo in famiglia.

Qualche sera dopo, verso il tramonto, mentre il temporale rumoreggiava in alto, il mio povero padre, il cavaliere Alfieri Sindaco, il Preposto Parravicini, e la mia povera mamma, nominata Ispettrice di Sanità, si recarono al Lazzaretto per assicurarsi se tutto era stato ben predisposto nel caso che l’epidemia colerica avesse ad invadere il paese. Vicino alla mia mamma io seguivo la Commissione.

Lungo il cammino mi ricordo che il Sindaco raccontava: dopo la leggenda, che tanto aveva allarmato la popolazione, che i monatti nelle invasioni della peste avvenuta nei secoli passati e nelle ultime invasioni del colera, invece di trasportare al Lazzaretto anche gli ammalati gravi li avevano trasportati al cimitero e seppelliti vivi, nel caso di diffusione del morbo si sarebbero incontrate non poche difficoltà a strappare dalle famiglie gli ammalati per portarli al Lazzaretto.

La leggenda era però avvalorata da un grave fatto.
Nel 1836 scoppiò il colera anche da noi e i morti venivano seppelliti alla Cascina Taborelle nella località dove vennero seppelliti i morti della peste.

Un uomo, soprannominato “Commisari di ran”, colpito da colèra e creduto morto, fu trasportato in quella località dai monatti e seppellito vivo nella fossa comune.

Quando quel povero disgraziato si destò dal suo letargo ebbe la forza di liberarsi della poca terra che lo soffocava.

Alla mattina i monatti lo trovarono seduto per terra, e lo trasportarono al Lazzaretto da dove ne uscì guarito e nel 1876 era ancora in vita.

Discorrendo mio padre diceva: sono più di vent’anni che mi trovo in Appiano, la popolazione mi conosce e mi crede incapace di fare del male, ma se venisse un medico nuovo, nessuno potrebbe togliere dalla mente dei contadini che non sia pagato per spargere di nascosto la famosa polverina bianca per diffondere il contagio.

Quel povero medico, nel caso di paura collettiva, potrebbe passare un brutto momento.
Vi sono tradizioni che avranno ancora una certa durata perché riguardano la pietà, il sentimento.