Il borgo rurale

Intorno ad Appiano Gentile cominciarono a sorgere, almeno fin dal XIII secolo, gli insediamenti rurali delle cascine che hanno poi contraddistinto Appiano fino a tutto l’Ottocento.

Si possono vedere anche nel Catasto Teresiano del primo Settecento i due diversi corpi che componevano il paese fino a tutto il Settecento e che non erano altro che il progressivo ingrandimento di due poli insediativi: quello medievale del borgo attorno alla chiesa di Santo Stefano e quello romano e poi medievale dell’abbazia degli Umiliati di Villa.

Questa situazione viene confermata dalla presenza, nella frazione di Villa, delle dimore settecentesche e ottocentesche e, nel borgo, delle infrastrutture civili e religiose di alcuni palazzi nonché degli insediamenti rurali, case da massaro, tipiche delle strutture contadine.

Le mappe settecentesche documentano anche le diverse vie di comunicazione che restarono sostanzialmente inalterate fino al Settecento e che soprattutto tendevano ad unire le cascine al paese e le stesse fra loro; itinerari che passavano anche nei boschi piantati a castagni che rispondevano a esigenze di una comunità ben diversa da quella che sarebbe stata centocinquant’anni dopo, alla fine dell’Ottocento.

L’espansione del paese successiva a quest’epoca è regolata da bisogni differenti. Fino a quell’epoca, l’economia degli abitanti era legata all’agricoltura e all’allevamento e, seppure Appiano fosse un paese piuttosto importante nell’amministrazione del tempo essendo capo pieve, con qualche palazzo importante e qualche manifestazione di richiamo (quale ad esempio il mercato nella piazza del paese), non aveva sostanzialmente cambiato i suoi confini e la struttura a blocchi.