Chiesa romanica di San Bartolomeo al Bosco

La Chiesa romanica di San Bartolomeo al Bosco, fuori dall’abitato, nel cuore della pineta di Appiano, in direzione Tradate.

Dal 1925 la chiesetta è monumento nazionale.

 

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Una chiesina semplice e tanti perché.

PerchÉ venne costruita lontano dalle vecchie strade consolari romane?
Perché ospitò a lungo l'urna di Valperto, probabile fonte battesimale oggi esposta al Museo Archeologico di Milano?
Perché il Capitolo del Duomo di Milano accorse qui dopo il Mille fuggendo dalle truppe imperiali del Barbarossa?
E perché accanto alla chiesa sorgeva un “Ospitale”, segno di accoglienza non episodica?

Dalla lettura attenta di alcuni documenti storici si ipotizza che nel XII secolo San Bartolomeo fosse in realtà un luogo in pieno sviluppo con una prepositura e diversi canonici.

Inoltre un tale Guglielmo Boltraffio, un patrizio, donò diversi fondi al prevosto e ai canonici di San Bartolomeo affinché potesse sorgere adiacente alla chiesa un piccolo ospedale e si distribuissero elemosine ai poveri.

Successivamente, dopo la lotta tra i Comuni e l’Imperatore, il territorio diventò proprieté dei Visconti e San Bartolomeo venne donato dall’arcivescovo Ottone Visconti al Capitolo del Duomo di Milano.

Nel 1470 il Capitolo del Duomo cedette la località alla famiglia Pusterla pur mantenendone il diretto dominio fino al 1799.


Dal 1760 ai Pusterla si sostituirono via via proprietari diversi.

San Bartolomeo al Bosco nel frattempo era diventato comune con tanto di scuola con un’aula per i soli maschi e una chiesa - San Bartolomeo, appunto.

Ma solo alla fine dell'Ottocento, quando il comune era un ricordo e San Bartolomeo era stata assorbita da Appiano, la chiesa venne restaurata e si riprese a celebrare la messa domenicale.

Fu allora che il prefetto Grilloni si adoperò affinché San Bartolomeo fosse dichiarata monumento nazionale.

Attualmente la chiesa è di proprietà di Francesco Rusconi.